L’amore in pandemia è la fine delle dating app?

Non so se è astinenza di contatto umano o stanchezza di portare un segnale scarlatto dovuto alla mia regione, ma è da un po’ di giorni che ragiono sulle dating app rapportate al momento storico di asocialità che stiamo vivendo: questa pandemia da Covid-19. Ho sbagliato a pensare che la pandemia stoppasse l’attività delle dating app, perché non tutti abbiamo la stessa percezione di paura e di coscienza civile per il rispetto delle regole sociali che dobbiamo rispettare.

Il virus e i millemila DPCM hanno scandito la vita sociale di tutti noi, ormai da quasi un anno e di conseguenza anche le dating app che vivono di relazioni ed incontri, hanno subito una continua altalena, pur continuando ad essere rinnegate pubblicamente nel loro utilizzo.
Per tutti questi motivi, per il maggiore tempo a disposizione e per la noia, queste app hanno avuto un’impennata di iscrizioni. Le ricerche delle persone si sono concentrate su Meetic accedi (+190%), Tinder funziona o Tinder come funziona (+250% e +170%) e Gleeden (+160%).
Ho lanciato una discussione nelle mie stories IG e molte persone, soprattutto donne, mi hanno risposto che, nonostante il virus hanno continuato ad utilizzare Tinder come svago e come semina del terreno per tempi futuri o anche per incontri immediati senza rispettare pienamente le regole del distanziamento.

Queste dating app continuano ad essere utilizzate più di prima, cambiando solo qualche dettaglio nell’approccio: si passa più tempo a chattare e a fare sex writing (aumento del numero di conversazioni del 39% in lockdow) e, nella maggior parte dei casi, non si passa all’incontro immediato, oppure si usano queste app per scovare e riallacciare i rapporti con eventuale ex (aiuto!). Qualcuno mi ha anche raccontato che in questi mesi le dating app gli sono servite per viaggiare, posizionando il filtro della ricerca nella città che voleva visitare, allacciando rapporti con gli abitanti del posto per avere informazioni o immagini e muoversi con la fantasia. Come si può capire, queste app sono state, e continuano ad essere, la soluzione per molte persone, per trovare il modo di sentirsi meno soli, di colmare il vuoto che stiamo provando tutti.

La distant relashionship in questo periodo ci salva dal farci sentire soli e ci sta piacendo parecchio. Saremo in grado poi di ritornare ad una normalità?

2 Responses

  1. Ciao Valentina, interessante questo post. Io credo, come me del resto, che tante persone utilizzino queste dating app per fare del sano sex writing e al limite, per i/le più audaci, per scambio di foto o video, e in questo periodo di non contatto diretto vis a vis credo siano comunque un qualcosa di positivo, anche se uno o una vuole mettere pepe ad una vita in pandemia sempre più piatta e ripetitiva. Per conoscere gente però io personalmente preferisco app come Instagram o Twitter, ma non disdegno nulla, cerco di essere aperto ad ogni app che consenta scambio di opinioni e di pensieri di qualsiasi natura, fermi restando il rispetto reciproco.

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