Visitare il Museo Egizio in carrozzina: viaggio tra geroglifici e barriere invisibili

Posso entrare, ma riesco davvero a visitarlo?

È la domanda che mi faccio ogni volta che metto le ruote in un museo. E l’ho fatta anche al Museo Egizio di Torino, uno dei luoghi simbolo della cultura italiana.

Spoiler: sono riuscita a entrare.
Non ho dovuto passare dal retro, né chiamare un numero verde 48 ore prima, né giurare fedeltà a Ra per farmi aprire una porta secondaria. Ma questo non significa che la visita al Museo Egizio di Torino sia stata accessibile.
Perché se l’accessibilità fosse una mummia, qui l’hanno imbalsamata e lasciata a prendere polvere nella sala sbagliata.

Il Museo Egizio è un gioiello mondiale, peccato che se ti muovi in carrozzina ti tocca una caccia al tesoro tra piani scollegati, didascalie troppo alte e percorsi che sembrano progettati da uno scenografo e non da un progettista inclusivo.
Questo non è uno sfogo. È un invito. Anzi, un appello garbato ma fermo: la cultura o è per tutti, o non è cultura.

È la domanda che mi faccio ogni volta che metto le ruote in un museo. E l’ho fatta anche al Museo Egizio di Torino, uno dei luoghi simbolo della cultura italiana.

Spoiler: sono riuscita a entrare.
Non ho dovuto passare dal retro, né chiamare un numero verde 48 ore prima, né giurare fedeltà a Ra per farmi aprire una porta secondaria. Ma questo non significa che la visita al Museo Egizio di Torino sia stata accessibile.
Perché se l’accessibilità fosse una mummia, qui l’hanno imbalsamata e lasciata a prendere polvere nella sala sbagliata.

Il Museo Egizio è un gioiello mondiale, peccato che se ti muovi in carrozzina ti tocca una caccia al tesoro tra piani scollegati, didascalie troppo alte e percorsi che sembrano progettati da uno scenografo e non da un progettista inclusivo.
Questo non è uno sfogo. È un invito. Anzi, un appello garbato ma fermo: la cultura o è per tutti, o non è cultura.

Accessibilità museale: serve un cambio di sguardo

Quando si parla di accessibilità nei musei, si pensa spesso a scale da evitare, ascensori da aggiungere, rampe da costruire. E va bene, è il punto di partenza.
Ma non basta. È solo la base minima sindacale per potersi definire “accessibili”.

La vera accessibilità museale inizia dopo l’ingresso. È quella che ti fa sentire parte dell’esperienza, non un visitatore a metà. Un museo inclusivo non è solo quello che mi permette di varcare la soglia, ma quello che mi garantisce di capire dove devo andare, cosa sto guardando, come posso orientarmi lungo il percorso espositivo.

Perché se non cammino, se mi muovo su ruote, se ho bisogno di tempi diversi, di supporti alternativi, di una segnaletica chiara, di didascalie leggibili, non posso limitarmi a “esserci”: devo potermi orientare e partecipare.

Un museo davvero accessibile deve porsi una domanda semplice: Chi vive l’esperienza in modo diverso da quello standardizzato, riesce comunque a fruirne con pienezza?

Le elenco di seguito alcuni punti critici riscontrati durante la visita:

  • Le didascalie delle teche, in molti casi, sono posizionate a un’altezza non leggibile da chi si trova seduto, oppure sono rivolte con angolazioni che rendono difficile la visualizzazione.

  • Manca un percorso informativo strutturato e visibile che permetta di orientarsi con facilità tra i piani e le sezioni, specialmente se si sceglie di utilizzare l’ascensore, spesso distante dalle direttrici principali.

  • L’accessibilità sensoriale è pressoché assente: non vi sono supporti tattili, mappe in rilievo o audio-guide pensate per disabilità motorie, sensoriali o intellettive.

  • In diversi ambienti, la mancanza di indicazioni precise rende difficile comprendere dove sia collocata l’uscita accessibile, o se determinate aree siano effettivamente visitabili in autonomia.

  • Il percorso con l’ascensore è completamente slegato da quello principale, obbligando la persona in carrozzina a uscire continuamente dal flusso narrativo dell’esposizione.

  • L’accesso a una parte delle sale è garantito solo tramite personale o apertura manuale di porte pesanti e non automatizzate.

  • Le sedute lungo il percorso sono assenti o sporadiche, penalizzando chi ha necessità di pause frequenti.

  • In biglietteria o all’ingresso non vengono fornite indicazioni chiare su come orientarsi in base alle proprie esigenze motorie.

Chi vive l’esperienza in modo diverso da quello standardizzato, riesce comunque a fruirne con pienezza?

Ecco, l’accessibilità museale deve includere:

  • un percorso narrativo coerente anche per chi non segue le scalinate principali;

  • informazioni leggibili anche da una prospettiva seduta, con caratteri ad alta leggibilità e contrasto visivo adeguato;

  • mappa accessibile e strumenti di orientamento facili da usare;

  • strumenti multisensoriali per chi ha disabilità visive, uditive o cognitive;

  • formazione del personale, perché l’accoglienza inclusiva è anche fatta di sguardi, parole e disponibilità.

Un museo che non progetta con questi elementi, non è accessibile, è semplicemente non ostile. E tra il non ostacolare e l’includere c’è un abisso.

Checklist per un museo davvero accessibile e inclusivo

Ingressi senza barriere architettoniche reali (rampe, ascensori ben segnalati, porte automatiche o facilmente apribili)

Percorsi accessibili e coerenti, anche con l’utilizzo dell’ascensore: chi si muove su ruote deve seguire la stessa narrazione del museo, non un percorso secondario

Didascalie leggibili: ad altezza accessibile, con font ad alta leggibilità e buon contrasto cromatico

Segnaletica chiara e visibile, con indicazioni comprensibili da chi ha disabilità motorie, visive o cognitive

Mappe accessibili: in formato cartaceo, digitale o tattile, con percorsi evidenziati e opzioni inclusive

Supporti multisensoriali: audio-guide, percorsi tattili, QR code con contenuti video in LIS, spiegazioni semplificate

Punti di sosta e sedute lungo il percorso, per chi ha bisogno di fermarsi senza sentirsi un intralcio

Personale formato all’accoglienza inclusiva: perché l’accessibilità non è solo nei muri, ma negli atteggiamenti

Sito web accessibile: con informazioni chiare su accessibilità, percorsi alternativi e possibilità di prenotazione agevolata

Aggiungi qui il testo dell’intestazione

Lascia un commento

Salta al contenuto